In questa pagina, esploreremo le disfunzioni sessuali secondo le classificazioni dei manuali diagnostici, analizzando le loro manifestazioni, le cause più comuni e i percorsi risolutivi, attingendo alle esperienze e alle conoscenze maturate in anni di pratica clinica.
La sessualità è una dimensione fondamentale dell'esperienza umana, capace di influenzare profondamente il benessere individuale e relazionale. Tuttavia, non è raro incontrare difficoltà in questa sfera. Spesso, si tende a minimizzare o ignorare questi problemi, carichi di stigma sociale, o a cercare soluzioni rapide e inadeguate. Comprendere cosa sono i disturbi della sfera sessuale, riconoscerli e sapere come affrontarli è il primo passo verso il benessere.
Comprendere le Disfunzioni Sessuali: Una Guida Essenziale
Le disfunzioni sessuali sono difficoltà o problemi che si presentano durante il processo di risposta sessuale, un percorso che si articola in diverse fasi: il desiderio, l'eccitazione, il plateau, l'orgasmo e la risoluzione. Ogni disturbo può collocarsi in una o più di queste fasi, e la sua manifestazione specifica è cruciale per una corretta comprensione.
Esistono sette principali disturbi sessuali riconosciuti, quattro maschili e tre femminili.
I disturbi sessuali femminili principali sono tre:
Disturbo da orgasmo (Anorgasmia):
Consiste nell'incapacità di raggiungere l'orgasmo. Può essere primaria (non aver mai raggiunto l'orgasmo) o secondaria (averlo raggiunto in passato ma non più). Esistono anche anorgasmia assoluta (incapacità di raggiungere l'orgasmo con qualsiasi stimolazione, coitale o clitoridea) e situazionale (l'orgasmo è inibito in alcune circostanze, ad esempio durante il rapporto coitale, ma possibile con altre pratiche). Colpisce circa il 12% delle donne con attività sessuale (anorgasmia primaria), e circa il 34% delle donne ha sofferto di anorgasmia in qualche momento della vita. Le cause psicologiche (eccessivo controllo, paura, credenze negative sul sesso) e relazionali (es. disturbi sessuali del partner) sono prevalenti, al netto di cause fisiche o effetti di sostanze/farmaci.
Disturbo del desiderio sessuale ipoattivo:
Caratterizzato da una riduzione o assenza della libido, del desiderio e della volontà di avere rapporti sessuali. Le cause possono essere ormonali (patologie, menopausa), farmacologiche, psicologiche (stress, ansia, depressione) o relazionali (problemi di coppia). Può manifestarsi in diversi modi: acquisito (legato a esperienze, credenze culturali negative sul sesso), situazionale (con determinati partner o in specifiche situazioni), generalizzato (indipendente dal partner/situazione) o permanente (mai sviluppato un desiderio sessuale attivo).
Disturbo del dolore genito-pelvico e della penetrazione (es. Vaginismo, Dispareunia):
Riguarda dolori a livello genitale durante il rapporto sessuale. Il vaginismo, in particolare, è una contrazione involontaria dei muscoli vaginali che impedisce o rende dolorosa la penetrazione. Le cause possono essere biologiche (es. endometriosi grave) ma la maggioranza sono psicologiche. Queste includono educazioni restrittive (che associano il sesso a qualcosa di negativo), problemi di coppia (es. disturbi sessuali del partner) o esperienze di violenze subite. Colpisce tra il 14% e il 34% delle donne in età fertile. Può portare a paura, fobia della penetrazione, insoddisfazione e crisi di coppia.
I disturbi sessuali maschili principali sono quattro:
La Disfunzione Erettile (o perdita dell'erezione):
Consiste nell'incapacità di ottenere o mantenere un'erezione sufficiente per un rapporto soddisfacente. È uno dei disturbi maschili più frequenti, con un'incidenza stimata di circa il 13% nella popolazione maschile totale, sebbene vari notevolmente con l'età (1,7% sotto i 50 anni, quasi 50% oltre i 70). Le cause possono essere organiche (problemi meccanici, neurologici, ormonali, metaboliche come il diabete, effetti di farmaci per l'ipertensione, stili di vita scorretti come fumo, obesità, sedentarietà). Tuttavia, nella grandissima maggioranza dei casi, è connessa a una condizione ansiosa legata alla prestazione. Una distinzione chiave tra causa organica e psicologica è che la disfunzione erettile di origine organica è presente sempre, in tutte le situazioni, incluse erezioni notturne, mattutine e masturbazione. L'ansia da prestazione, invece, si manifesta principalmente o solo durante il rapporto con un partner, in momenti specifici come il passaggio dai preliminari alla penetrazione o l'uso del profilattico. L'erezione richiede il concorso di stimoli fisici ("riflessogena") e mentali ("psicogena"); l'ansia compromette la componente mentale.
L'Eiaculazione Precoce:
Avviene quando l'eiaculazione sopraggiunge in tempi brevi, prima di quanto desiderato dal soggetto o dalla coppia. Può essere presente sempre o solo in alcune situazioni. È fortemente connessa all'ansia da prestazione: maggiore è l'ansia, maggiore è la probabilità che si manifesti. Si manifesta più frequentemente nei primi rapporti, con nuovi partner, all'inizio di una relazione o dopo periodi di astinenza. Contrariamente a un falso mito, non colpisce solo i giovanissimi; è frequente tra i 31 e i 40 anni. Un altro falso mito è che colpisca soprattutto nei rapporti occasionali, quando invece il 76% degli uomini che ne soffrono sono in una relazione stabile. La durata del rapporto non è l'unico criterio diagnostico. Sebbene possano esistere cause fisiche (es. bassi livelli di serotonina, 10% dei casi), circa il 90% dei casi ha una base psicologica. Può coesistere con la difficoltà di erezione. Molti uomini (57%) temono che possa causare la fine della relazione, mentre solo il 29% delle partner femminili lo ritiene così grave.
L'Eiaculazione Ritardata o Assente:
Consiste nella difficoltà o incapacità di raggiungere l'orgasmo e l'eiaculazione, o nel raggiungerli dopo un tempo eccessivamente prolungato. Può essere primaria (presente dall'inizio) o secondaria (sviluppata dopo un periodo di normalità). Può essere situazionale (solo in alcuni contesti/partner) o assoluta (sempre). Le cause possono essere organiche (neurologiche, diabete) o psicologiche (legate a tratti di controllo, rigidità, ansia). È il disturbo sessuale maschile meno frequente. Quando di matrice ansiosa, la difficoltà si presenta spesso durante il rapporto con il partner ma non durante la masturbazione.
Il Disturbo da Desiderio Sessuale Ipoattivo Maschile:
Caratterizzato da una riduzione o assenza del desiderio, dell'impulso o della volontà di avere rapporti sessuali. L'incidenza aumenta con l'età. Le cause sono varie: cliniche/ormonali (malattie, squilibri ormonali), comportamentali (stile di vita, uso di sostanze), psicologiche (ansia, depressione, DOC) o relazionali (sviluppato in funzione della relazione o come reazione ai problemi del partner). Può essere acquisito (legato a credenze ed esperienze passate, come un'educazione che vede il sesso come "sporco"), situazionale, generalizzato o permanente.
Le disfunzioni sessuali sono profondamente legate alla nostra mente e ai nostri pensieri. L'atto sessuale, che dovrebbe essere un momento di abbandono e "perdita della ragione", nelle disfunzioni diventa un'esperienza in cui il pensiero (spesso ansioso o giudicante) rimane attivo, distraendo la persona e sabotando il piacere. Ci si osserva, ci si giudica, ci si preoccupa della performance invece di essere immersi nel momento e concentrati sul partner.
Spesso, le difficoltà sessuali sono un sintomo o un indicatore di problemi relazionali sottostanti. La sessualità può diventare un canale attraverso cui la coppia comunica difficoltà che non riesce ad affrontare a parole. Possono emergere in momenti di transizione importanti, come la convivenza, il matrimonio o l'arrivo di un figlio.
Tuttavia, affrontare insieme una disfunzione sessuale può anche diventare un'opportunità per la coppia di riscoprirsi più unita e di rinegoziare la propria intimità. La difficoltà costringe a parlare di ciò che funziona e ciò che non funziona, o che non piace più.
Le disfunzioni sessuali sono profondamente legate alla nostra mente e ai nostri pensieri. L'atto sessuale, che dovrebbe essere un momento di abbandono e "perdita della ragione", nelle disfunzioni diventa un'esperienza in cui il pensiero (spesso ansioso o giudicante) rimane attivo, distraendo la persona e sabotando il piacere. Ci si osserva, ci si giudica, ci si preoccupa della performance invece di essere immersi nel momento e concentrati sul partner.
Spesso, le difficoltà sessuali sono un sintomo o un indicatore di problemi relazionali sottostanti. La sessualità può diventare un canale attraverso cui la coppia comunica difficoltà che non riesce ad affrontare a parole. Possono emergere in momenti di transizione importanti, come la convivenza, il matrimonio o l'arrivo di un figlio.
Tuttavia, affrontare insieme una disfunzione sessuale può anche diventare un'opportunità per la coppia di riscoprirsi più unita e di rinegoziare la propria intimità. La difficoltà costringe a parlare di ciò che funziona e ciò che non funziona, o che non piace più.
Nonostante siano comuni (circa il 30% degli uomini sperimenta disfunzioni nella vita), le difficoltà sessuali sono ancora circondate da un forte stigma sociale, soprattutto per gli uomini (legato a idee di "virilità" e "prestazione"), che impedisce di chiedere aiuto. C'è la tendenza a non parlarne, nemmeno con se stessi, e a ricorrere a soluzioni "magiche" come farmaci, che però non curano le cause psicologiche e possono creare dipendenza psicologica.
Quando si riscontrano difficoltà sessuali persistenti, è fondamentale rivolgersi a un professionista. Un sessuologo o uno psicoterapeuta esperto in questi temi può aiutare a comprendere la natura del problema (fisica, psicologica, relazionale), le sue cause specifiche e strutturare un percorso di intervento efficace. L'orientamento terapeutico conta meno della qualità della relazione tra paziente e terapeuta e l'esperienza del professionista nel trattare casi simili.
È importante ricordare che il sesso in una coppia richiede apertura, comunicazione e la capacità di costruire insieme la propria intimità, evitando la monotonia, la pressione della prestazione e la mancanza di condivisione. Una sana educazione sessuale fin dall'infanzia contribuisce a vivere la sessualità in modo più sereno e consapevole nell'età adulta.
L'ascolto empatico da parte del terapeuta e la creazione di un ambiente sicuro sono fondamentali nel processo terapeutico.
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